Il Mandolato
Committenza: Mariarosa e i tre figli
Servizi Forniti: Studio di Fattibilità, Analisi Energetiche, Progetto architettonico, Soluzioni in bioedilizia, Pratiche edilizie e catastali, Rete di Fornitori e Maestranze, Direzione Lavori.
Località: Portacomaro (AT)
Anno: 2024 - 2026
Dimensione: 150-200 mq
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LA STRUTTURA
L’edificio è collocato su un crinale, sopra un pendio coltivato, e risponde alle caratteristiche tipiche del contesto rurale monferrino. Si sviluppa in lunghezza su due piani in affaccio sul cortile ed è diviso tra la porzione abitata e la porzione storicamente destinata a deposito agricolo, caratterizzata da ampi portoni al piano terra e pareti a graticcio di cotto (mandolato) al primo piano.
L’intervento ha permesso il recupero e la conversione abitativa.
Il tetto in legno è stato completamente rifatto con struttura a capriate e puntoni integrati parzialmente nello strato isolante, mantenendo la quota di colmo e l’altezza dei locali interni. Tre grandi lucernari orientati verso nord garantiscono un’importante luce diffusa.
La facciata è stata intonacata nel rispetto del piano colore locale, mantenendo le cornici in facciata e l’originario mandolato, intervallato da nuove porte finestre e balconi alla francese; dietro la trama del più ampio graticcio, è stata collocata una grande porta finestra a tre ante che crea nell’ampia sala interna un suggestivo gioco di luci e ombre.
Al piano terra si sono operati i necessari rinforzi strutturali e sono stati modificati e schermati due dei quattro varchi esterni garantendo funzione di ingresso, bagno e sala da pranzo con cucina; gli altri due varchi sono stati chiusi da nuovi portoni mantenendo la destinazione a deposito.
I MATERIALI
Sono stati utilizzati sacchi di argilla espansa per l’isolamento del pavimento contro terra, pannelli isolanti in fibra di canapa per le pareti a cassavuota, per il cappotto esterno e il sottotetto, fibra di legno per il soffitto dei depositi al piano terra. Gli intonaci interni ed esterni e i sottofondi di pavimentazione sono in calce idraulica naturale, miscelata anche per dare vita al pavimento in cocciopesto al piano terra. Al primo piano troviamo invece un parquet flottante in legno di faggio; abete è l’essenza dei telai dei serramenti, scelti a garantire ottimo isolamento termico e acustico.
Le scelte hanno escluso l’utilizzo di colle con l’azzeramento di sostanze cancerogene, l’abbattimento delle cariche elettrostatiche e il relativo accumulo di polvere e il minimo impatto ambientale dell’opera.
GLI IMPIANTI
Sono stati installati pannelli fotovoltaici, orientati a garantire un picco di 9 kW di energia elettrica, e batterie in grado di accumulare 14 kW, utilizzati per le utenze e il funzionamento degli impianti. Questi comprendono una caldaia a biomassa che fornisce calore ai terminali radianti a pavimento e a parete e ai radiatori dell’abitazione preesistente e acqua calda sanitaria.
Il nuovo punto acqua esterno è stato allacciato all’attuale sistema di recupero dell’acqua piovana con cisterna interrata; al sistema di smaltimento delle acque reflue è stato integrato un degrassatore per il trattamento delle acque grigie.
SVILUPPI FUTURI
La storica cantina è scavata nel tufo sotto la residenza, in passato a servizio dei terreni di proprietà. Questi tutt’ora nutrono il vigneto che, coltivato a mano dalla famiglia, produce un ottimo vino.
Alla volontà di recupero è seguito il progetto bioedile della nuova cantina; speriamo possa prendere vita.









